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News: Team Trinity

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Il Team Trinity ha presentato il nuovo motore brushless da competizione D4. Il motore ha un nuovo statore e un nuovo design per aumentare la dissipazione del calore e migliorare l’allineamento dei cuscinetti. Inoltre il D4 pesa alcuni grammi in meno del suo predecessore (D3.5) e monta dei nuovi contatti esterni per saldare i fili. Saranno disponibili diverse versioni da 2.5T a 9T, 13.5T e 17.5T Stock.

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La Team Epic ha rilasciato il nuovo motore brushless Duo 2 testato dyno. Tutti i motori sono testati in fabbrica dalla Team Epic per certificare la qualità del prodotto. I risultati del numero di giri max/min, watt, e coppia sono apllicati sulla confezione di ogni motore. La Team Epic ha prodotto anche un rotore compatibile da 12,3 millimetri per il Duo e Duo2 Brushless. Il motore è predisposto per regolatori di velocità sensorless.

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Da febbraio sono disponibili i nuovi motori brushless Trinity della serie SpeedGems. Questi motori sono compatibili con gli ESC più diffusi e garantiscono alte prestazioni e tutta la qualità della Trinity ad un prezzo accessibile a tutti i modellisti.  I primi modelli prodotti sono il Nitronite 5.5T (adatto alla maggioranza di automodelli Kyosho, Traxxas e Losi. Garantisce la massima velocità ma riduce molto la durata delle batterie), Chromium 8.5T, Titanite 12.5T (per le buggy e i truck 1/10) e l’Amber 15.5T (studiato per i rock crawler).

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La Team Trinity ha annunciato l’uscita a fine novembre di un nuovo motore brushless. Il Pulse Modified Sensor è nato per tutti i livelli di competizione e soddisfa in tutte le sue versioni i regolamenti IFMAR. Questo motore brushless è dotato di un sensore che comunica direttamente con l’ESC tramite un cavo specifico e non attraverso i cavi di alimentazione del motore come nel caso dei sistemi brushless senza sensore. Grazie a questo sistema il sensore percepisce sia il movimento del rotore che la sua immobilità. Per partire i motori senza sensore hanno bisogno di una breve fase di partenza per determinare lo stato del rotore ed è per questo che molti piloti hanno l’impressione che i sistemi con sensore siano più fluidi nelle partenze da fermi.