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News: DJI

Dji

DJI è e rimane il leader planetario attuale incontrastato nel mercato droni e multirotori, ma quest’anno a Norimberga la notizia più rilevante dello stand DJI è lo stand stesso, che è ridotto a nemmeno la metà degli anni precedenti, segno non già di politiche finanziarie più oculate visto lo stato di salute floridissimo dell’azienda cinese ma di un evidentemente ripensamento della strategia di posizionamento sul mercato.

Il canale modellistico evidentemente comincia ad andare stretto all’azienda che guida innegabilmente l’innovazione tecnologia terrestre nel settore dei droni che di fatto ormai reputa preferibili altri canali sia di comunicazione che commerciali che si rivolgano o a un’utenza più allargata dal punto di vista dei prodotti per il mercato consumer (primo tra tutti per il Mavic) o più specifica nelle applicazioni video per professionisti.

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Ecco comunque lo stupendo anche dal punto di vista estetico Inspire 2, anche presente in una versione “termocamera”.

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DroneCastello

DJI pubblica sul suo canale YouTube un nuovo video, sinceramente un po’ strappaclick però molto interessante e anche, diciamo così, con un risvolto circa l’uso dei droni più socialmente concreto.
Presso il castello dal nome per noi quasi impronunciabile di Haut-Koenigsbourg, una struttura medievale in Alsazia (Francia), è stata allestita una postazione live Virtual Reality per organizzare una visita molto particolare della struttura stessa.

Grazie a un Phantom 4 e a una serie di visori per la realtà viruale e la visione immersiva, una compagnia locale denominata Drone Alsace organizza delle visite speciali del sito storico, che così può essere esplorato da un punto di vista veramente inusuale.

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BrushlessGimbal

L’avvento sul mercato dei brushless gimbal a due o tre assi se da una parte ha comportato la possibilità di creare riprese video molto stabili e qualitativamente sofisticate per contro richiede una certa competenza nella preparazione dello strumento.

La calibrazione del gimbal è un’operazione quantomai importante, che può pregiudicare il risultato finale dell’intera operazione.

Se questo tipo di supporti sono nati per l’utilizzo sui droni, da diverso tempo ne esistono versioni anche handheld, ossia progettate per l’uso “a mano”: in entrambi i casi equilibrare la camera sul suo supporto è un’operazione di viale importanza.

E’ una fase così determinante che DJI, nel voler semplificare le operazioni dell’utilizzatore finale, ha deciso di produrre sistemi specificamente progettati per specifiche combinazioni corpo macchina e lente e, soprattutto su tutti gli ultimi modelli offre direttamente velivoli già muniti di gimbal e videocamera, in modo da evitare all’operatore di dover imparare la procedura con i conseguenti rischi di insuccesso.

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 dji-gs-pro-app

In questi giorni a Las Vegas si sta svolgendo la fiera dell’elettronica di consumo CES. In questa occasione DJI ha annunciato varie novità per gli appassionati di droni come la nuova applicazione Ground Station gratuita per tablet iPad. Questa nuova app, che va a sostituire quelle sviluppate da terze parti disponibili finora, permette la pianificazione di voli automatici dei droni. GS Pro (Ground Station Pro) è piuttosto intuitiva e consente di programmare facilmente complessi voli.

Fra le opzioni disponibili c’è quella della creazione di una virtual fence (una “gabbia virtuale”) che consente di delineare l’area di volo (fra i settaggi della gabbia c’è ance la possibilità di decidere l’altezza massima e limitare la velocità del multicottero) quando si pilota il drone in modalità manuale.

Questa nuova applicazione consente anche la mappatura 3D automatica: una volta che abbiamo settato sul display dell’iPad l’area che desideriamo mappare GS Pro si occupa di tutto il resto (c’è anche un’ottimizzazione automatica che varia  a seconda del drone e della videocamera utilizzata).

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dji-filtro-nd

Per la rubrica “Non tutti sanno che”, storico appuntamento irrinunciabile della Settimana Enigmistica parleremo oggi dei filtri ND, disponibili per le videocamere di molti droni, sia professionali che consumer. Il filtro ND, sigla che significa “Neutral Density”, è una sorta di lente aggiuntiva che si monta davanti all’obiettivo di una videocamera o fotocamera.

Apparentemente sembra solo un vetro scuro, in realtà è una vera e propria lente trattata in modo tale da poter trattenere una certa quantità di luce, e consentire così riprese o fotografie anche là dove la luce è troppo intensa.

Dopo la sigla ND infatti trovate sempre un numero, che normalmente è 4, 8 oppure 16 ma può arrivare fino a 1000. Il numero indica proprio la capacità del filtro stesso, più alto è il numero infatti minore è la quantità di luce che arriverà al sensore della videocamera.

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Zaino Mavic Manfrotto

Segnaliamo che DJI ha inserito nel catalogo di accessori per il suo Mavic uno zainetto reperibile sullo store ufficiale prodotto però da Manfrotto con caratteristiche che lo rendono particolarmente attraente. Realizzato con un materiale sottoposto a un trattamento particolare che lo rende resistente all’umidità ed allo sporco, lo zaino può contenere agevolmente il drone, la radio, batterie e quanto necessario per il volo.

Manfrotto per coloro (quei pochi) che non lo sapessero è azienda italiana con sede vicino a Vicenza, ed è leader nel mondo per la realizzazione di accessori e componenti per i mercati fotografici sia professionale che consumer. Stativi, supporti, teste e naturalmente borse e zaini sono da molti anni nel catalogo dell’azienda ed apprezzati in tutto il mondo.

 

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drone-dji-mavic-pro-per-riprese-video

L’arrivo sul mercato del nuovo drone Dji Mavic rende di nuovo attuale la diatriba su uno dei punti ritenuti più critici da parte di chi utilizza il video in impieghi professionali, ovvero la possibilità di trattare le immagini dopo che sono state riprese.

In altre parole la videocamera (ma in fondo è lo stesso con la fotografia) deve sempre essere lo strumento più neutro possibile, limitarsi ad acquisire le immagini ed archiviarle in un file, così come sono state “viste” dall’occhio elettronico e senza rielaborare autonomamente i fotogrammi.

Successivamente l’editor, o più appropriatamente uno specialista di color correction avrà modo, con comodo, di applicare filtri e calibrazioni cromatiche, facendo esperimenti e modifiche e intervenendo là dove è ritenuto opportuno dal regista o dal direttore della fotografia.

Viceversa, se il file generato dalla fotocamera digitale è “scarso”, ben poco potrà essere fatto per migliorare una scena.

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