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Ecco il secondo appuntamento con la rubrica di  Antonio “Kronos” Pentimalli dedicata ai  Mezzi Movimento Terra.

Per me l’idraulica è quel mistero bambino, che ancora oggi sbalordisce, per cui un semplice tubo pieno di olio può alzare un masso grande quanto un’auto o strappare il manto d’asfalto come fosse la copertina di un fumetto. Per me l’idraulica è quel rombo pressoché costante, che, mentre tutto intorno stride di fatica, sembra quasi impassibile, come se spingere su di una pompa a 200 bar fosse una cosa di poco conto.

Ma il piacere sta nella consapevolezza che, dietro quel rumore sordo e mai esagerato, c’è la mole di un ciclope che spinge senza sosta ed usa 12 cilindri per far girare una pompa enorme, tenendola sempre viva ed attiva per poi metterla automaticamente sotto un carico di olio impressionante quando il braccio comincia a muoversi ed affondare nella terra.
Sapere che, nel suo piccolo, il mio escavatore ha anche lui un sistema del genere, con vero olio idraulico, tubi, pompa a pressione, filtro, etc.. E’ una cosa che mi entusiasma ancora oggi, come il primo giorno che l’ho comprato.

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Ma purtroppo in realtà non tutto coincide. In realtà nei modelli MMT c’è una cosa che mi ha sempre un po’ deluso, una cosa che purtroppo, ancora oggi, sembra non essersi evoluta. Una cosa che crea una barriera vera e propria fra i modelli di MMT ed i fratelli reali. Una parametro molto importante che nessun costruttore, che io sappia, abbia ancora risolto. Una cosa alla quale, comunque, è certo non sia stata data la dovuta attenzione.
I modelli di MMT non hanno alcuna “intelligenza” nella gestione della loro idraulica. Sono si dotati di un bel motore, di una bella pompa, di belle valvole e quanto altro, ma, disgraziatamente, hanno un sistema idraulico che “spinge come un mulo” in ogni circostanza, senza alcuna logica. Il paradosso si ha nel fatto che, in modo totalmente opposto ai veicoli reali, l’idraulica spinge maggiormente quando le utenze idrauliche sono a riposo. L’impianto idraulico è infatti tarato ad una certa pressione che mantiene costantemente, questo non è realistico. In questo modo la pompa spinge maggiormente ed il motore assorbe maggiore corrente quando l’escavatore è a riposo! Ma non si è vista mai una cosa del genere! 
Per esempio: stai scavando? Consumi energia e sforzi il sistema al 70%. Stai fermo? Consumi energia e sforzi il sistema al 100%. 
Tutto ciò non è per nulla realistico.

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Ritengo sia veramente una lacuna per chi ami il realismo di una meccanica idraulica miniaturizzata. Personalmente non sopporto l’irreale paradosso di udire il motore e la pompa che accelerano quasi liberi da ogni carico quando scavi e muovi i bracci e invece sentire il sistema sforzato ed il motore “caricarsi di ampere” inutilmente quando l’escavatore ha i bracci fermi. Tutto ciò purtroppo negli attuali modelli è inevitabile. La pompa ed il motore, come detto, girano costantemente senza logica mentre la pressione tende ad essere sempre massima, unico sfogo è il deflusso lungo i tubi nei momenti di movimento delle parti idrauliche. Si avrà di conseguenza un massimo carico idraulico sia quando l’escavatore avrà massimo sforzo su di una delle parti idrauliche o quando starà fermo. In poche parole l’escavatore da fermo fa la stessa fatica ed assorbe la stessa energia elettrica di quando sta facendo uno sforzo limite. Per una macchina del genere non esistono momenti di riposo ed economia. E’ ovvio che poi i motori surriscaldino, le pompe e le valvole si sforzino e le batterie durino mezz’ora. Ma, mi si creda, per me il problema maggiore non è questo. Per me il problema maggiore non è tecnico ma “estetico”.

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Il problema maggiore è la mancanza di realismo, la deprimente consapevolezza che nel cofano giri un motore come una stanca trottola dissipatrice, non controllato da alcuna logica di gestione dei momenti di carico. Senza contare la insopportabile contraddizione per cui quando sei fermo il motore fa un rumore di “carico” mentre quando muovi i bracci fa un rumore di “scarico”. Somiglia terribilmente al rumore accelerato di un mezzo che muove i bracci elettricamente. Negli escavatori reali è esattamente l’opposto, il motore entra sotto sforzo quando il braccio si muove ed agguanta la presa, diversamente, si avverte un motore meno sforzato e più “sciolto”, nonché una pompa più “leggera”, quando i bracci sono fermi.
Che io sappia, il problema è comune a tutti i modelli MMT, o almeno, lo è a tutti quelli che sino ad oggi ho visto e provato.


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