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Luca Bordin, alias “Virtual Maker”, non è un modellista qualunque e dopo aver realizzato una strepitosa replica, in scala 1/4, del truck americano Peterbilt359 ha deciso di diventare far vestire suo padre da Babbo Natale e trasformare il suo capolavoro in una slitta molto speciale! A questo punto ci chiediamo solo quando la CocaCola deciderà di collaborare con Luca per una pubblicità natalizia…

Sul suo sito, Luca ci racconta come sia riuscito a realizzare un capolavoro radiocomandato come questo.

“L’idea di realizzare questo modello è partita da un video visto per caso in rete, dove un Olandese si divertiva a guidarne uno in un parcheggio. Entusiasmato, son partito a raccogliere disegni ed immagini del camion americano per eccellenza, ovvero il Peterbilt 359. La cabina ha richiesto parecchie ore di lavoro, ho dovuto costruire una carcassa il legno perfettamente in scala, che ho utilizzato per creare il controstampo in resina.

Grazie al distaccante ed a molta pazienza, ho ricavato la cabina definitiva in vetroresina leggera e resistente e, con qualche ora di paziente levigatura e rifinitura, sono arrivato al risultato finale. Costruito con due tubolari in ferro da 60×30mm e 1,5mm di spessore, il telaio è robusto e può sopportare grossi pesi e torsioni, grazie ad una struttura dedicata e collegata al telaio principale attraverso quattro molle e due robuste linguette in ferro, il motore da 750 watt a 36v si muove assieme alle ruote e con una trasmissione pignone-catena trasmette il moto alle ruote gemellari.
Per lo sterzo, mi son ispirato al sistema utilizzato nei go-kart, dove le due ruote hanno un differente raggio di sterzata tra quella interna ed esterna alla curva che si effettua. Il tutto viene mosso da un motore a 12v derivato da un crick elettrico con molta forza di torsione.

Per avere un vero camion, bisogna avere la tromba giusta, quindi ho installato sotto al cofano del modello un mini-compressore bicilindrico a 12v che eroga fino a 10 bar di pressione. Con due elettrovalvole controllo due tipi di trombe: due sono poste sopra la cabina, più piccole in scala, e due situate sotto al telaio in misura reale. Per rendere il modello ancora più realistico, ho installato una macchina del fumo, di quelle che si usano in discoteca e, dopo una lunga ricerca, sono riuscito a trovarne una di dimensioni ridotte, tali da permettermi d’installarla sotto al telaio.
Rimane ancora il problema di farla funzionare, visto che richiede 220v e quindi sono costretto ad installare un inverter che da 12v mi generi 220v. I camion americani si distinguono sopratutto per le cromature, quindi devo dotare il mio modello il più possibile di componenti cromati. I più importanti sono i serbatoi, che ho ricavato da dei comuni tubi in plastica utilizzati nell’edilizia, chiusi alle estremità con legno/stucco per carrozzieri e con ore di levigatura sono diventati dei veri serbatoi. I filtri dell’aria posti ai fianchi della cabina li ho creati allo stesso modo.
Tutte le parti cromate del modello sono state create in plastica e stucco e, grazie ad un trattamento specifico fatto in una ditta specializzata, sono diventate come si vedono. Ultimo grosso ostacolo rimane l’alimentazione del modello, che richiede un grosso quantitativo d’energia.

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