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Recentemente la DJI ha svelato l’Inspire 2: un drone studiato per i registi di tutto il mondo. Fra le caratteristiche annunciate c’erano la velocità massima di 108 Km/h. In queste settimane però i tecnici della casa produttrice cinese hanno effettuato un’ulteriore ottimizzazione e hanno scelto di ridurre la vecocità massima a 94 km/h (e l’accelerazione a zero a ottanta km/h in cinque secondi) per assicurare il massimo della qualità e della stabilità delle riprese video (questo drone può registrare video ad una risoluzione di 5.2K 30fps in formato CinemaDNG e Apple ProRes 5, Codec H265, H264 e video 4K 60fps a 100 Mbps).

Ricordo che i droni della DJI sono disponibili presso la ditta Bizmodel che oltre ad essere importatore e distributore Autorizzato è anche Centro Assistenza di tutti i prodotti della DJI.

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La Align (distribuita in Italia da BizModel) ha presentato la nuova racing cam MR25X per droni FPV. La videocamera ha una risoluzione di 1080px 60p (playback) con una latenza quasi pari a zero. Inoltre grazie al sistema che migliora il contrasto dell’immagine quando l’esposizione alla luce è bassa le immagini risultano più definite. Cliccando sull’immagine in basso potete vedere la differenza fra le immagini della MR25X e le normali videocamere a 30p. Il setup delle impostazioni può essere gestito tramite l’applicazione gratuita distribuita dalla Align per smartphone e tablet.

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Le nostre amiche Fiona e Erika Gherardi del sito di tecnologia “Tech Princess” hanno provato Hydrofoil, il nuovo mini drone ibrido  2 in 1 (in pratica si tratta di un piccolo mini quadricottero ancorato a un aliscafo) in grado di sollevarsi e sfrecciare a pelo d’acqua. Il modello più “strano” della seconda generazione di connected toys prodotti dall’azienda francese, questo Hydrofoil è un modello ultra leggero pilotabile via smartphone e tablet grazie all’app gratuita FreeFlight 3. In alto possiamo vedere come è andata la loro prova.

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Il 15 novembre in California, presso gli studi cinematografici della Warner Bros, la DJI ha svelato i nuovi droni Phantom 4 PRO e Inspire 2. In alto possiamo vedere insieme una registrazione della conferenza ufficiale del gigante cinese dei multicotteri per riprese aeree.

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Il Phantom 4 PRO è costruito su un nuovo telaio con parti in titanio e magnesio e monta una videocamera da 20 Megapixel (con sensore da 1 pollice in grado di filmare video H.264 4K a 60fps o H.265 4K a 30 fps) stabilizzata su tre assi e dotata di otturatore meccanico.

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Dopo aver svelato il nuovo Phantom 4 PRO la cinese DJI, come se ce ne fosse stato bisogno, ha riconfermato la sua posizione di leader nel segmento dei droni per riprese aeree professionali rilasciando la seconda incarnazione dell’Inspire. Il quadricottero Inspire 2 è il sogno per per i registi di tutto il mondo ed è un mostro di agilità:  ha una velocità massima di 108 Km/h (va da 0 a 80 Km/h in appena 4 secondi e può scendere in verticale a 4 metri al secondo) e può registrare video ad una risoluzione di 5.2K 30fps in formato CinemaDNG e Apple ProRes 5, Codec H265, H264 e video 4K 60fps a 100 Mbps.

Ricordo che i droni della DJI sono disponibili presso la ditta Bizmodel che oltre ad essere Importatore e Distributore Autorizzato è anche Centro Assistenza di tutti i prodotti della DJI.

Il DJI Inspire 2 è pilotato tramite un radiocomando con sistema Lightbridge aggiornato alla doppia banda 2.4 GHz e 5.8 GHz (che come nel caso Phantom 4 PRO permette di evitare le interferenze della 2.4 GHz quando si vola in aree con molte reti WiFi). Il range è di 3,5 Km (2.4 GHz) che si riducono a due sulla 5.8 GHz. Sulla radio è stata implementata anche la modalità allievo-maestro per facilitare il lavoro degli istruttori.

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Questo nuovo Inspire rileva ostacoli a 360 gradi: anteriormente ci sono due sensori che riescono a rilevare un ostacolo a 30m se c’è un illuminazione di almeno 15 lux e se la velocità non super i 50 Km. Sulla testa del drone sono presenti due sensori infrarossi puntati  per  rilevare superfici fino a 5 metri di distanza mentre sul fondo ci sono i sensori video che si occupano di rivelare la posizione in ambienti chiusi dove non arriva il segnale dei satelliti GPS.

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La cinese DJI ha appena svelato il nuovo drone Phantom 4 Pro dotato di un nuovo telaio con parti in titanio e magnesio e una videocamera da 20 Megapixel (con sensore da 1 pollice in grado di filmare video H.264 4K a 60fps o H.265 4K a 30 fps) stabilizzata su tre assi. L’otturatore meccanico della nuova camera della DJI elimina la distorsione tipica delle riprese in rapido movimento.

Grazie al pacco batterie 4S da 5870 mAh l’autonomia di volo del Phantom 4 PRO è di 30 minuti (con una velocità massima di 72 km/h nella modalità “sport mode”) mentre il range di volo è di 3,5 Km.

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Questo drone è venduto sia con il tradizionale radiocomando della DJI (su cui montare il proprio smartphone o tablet) oppure in versione Plus con radiocomando con display integrato. Entrambe le configurazioni permettono un FPV con un Lightbridge aggiornato con la banda 5.8 GHz (ora è possibile scegliere fra 2.4GHz e 5.8GHz per eliminare i problemi tipici delle aree di volo con molti wifi attivi).

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Ecco un video pubblicato dalla Hobbico dove potete vedere il contenuto della scatola del drone RISE Vusion 250 FPV. Il drone viene fornito pronto al volo con tutto il necessario per entrare nel mondo del volo in prima persona. Il Rise Vusion 250 è un drone da gara e viene fornito di 4 motori brushless da 2280kV, quattro ESC OneShot 125, videocamera 600TVL, sistema di trasmissione 5.8GHz, monitor LCD da 4,3″ con antenna, radiocomando a 6 canali con supporto per il monitor e visore Tactic FPV-G1 goggles.

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Dal 18 al 20 novembre in Romania si correrà la Drone Champions League una competizione di tre giorni dedicata ai droni FPV. I partecipanti si sfideranno in circuito a 3 dimensioni disegnato all’interno delle grotte e caverne della miniera di sale Turda in Transilvania. La Salina Turda è una vecchia miniera di sale nata all’inizio del 1900. Da qui il sale era estratto fin dai tempi antichi, e ancora nel Medioevo. L’estrazione venne poi interrotta nel 1932 quando le miniere vennero utilizzate come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale e per la conservazione di generi alimentari. Nel 1992, la miniera è stata aperta al pubblico e trasformata in un parco di divertimenti-museo.

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